Gabbiano Romano

Li Delfini Su A Venezia

Ho sentito dalla media
che Natura se riprende
senza smog, o ‘nquinamento
quanno l’Omo nun offende.

Ché le fabbriche so’ chiuse
E le macchine nun vanno
L’immondizzia nun se forma
Nun se crea più tanto danno.

La Natura se ripija
Madre cara e pur pazziente
Se ributta ne la Vita
Come se nun fosse gnente.

Metti caso che quest’ Omo
Su er pianeta decimato
Nun potesse paga’ I conti
De’r disastro ch’è avvenuto,

Famo conto scomparisse
Chi lo piagne, chi lo manca?
Certo no la Flora o Fauna
Né la Terra troppo stanca.

Prima ‘ngrato poi egoista
Tutto ruba, senza intesa
Brucia, taglia, scava e prenne
Stolto reca grande offesa.

Vie’ er momento che Natura
Quanno all’Omo poco importa
Mamma cara, poi paziente
Questa pure s’arivorta.

Perché come regazzini
Che nun stanno zitti e boni
Come Madre lei te dice
Che s’è rotta li maroni.

Se te fossi preso ‘r tempo
De ‘npegnatte co ‘na cura
De trova’ na soluzzione
Pe’ sta povera Natura,

Forse allora pure questa
Nun avrebbe ‘ncominciato
Sta ‘nfezione che va ‘n giro
sto ‘nvisibile reato.

Tutto preso da le selfy
Egoista, dentro e fòri
te riguardi ne lo specchio
De ‘na posa t’ennamori.

Se vortassi mo’ lo sguardo
‘ndietro ar cupo tuo passato
Basterebbe a ricordatte
Sto pericolo è già stato.

Nella storia, te ricordi
C’è ‘r colera, c’è l’ebola
Ce sta er tifo, c’è la peste
La Cinese e la Spagnola.

C’arisemo, questo è er fatto
Sto discorso n’antra vorta
Che pe’ forza o pe’ passione
Mo’ te ‘mpari, se te ‘mporta.

Perché questa è la lezione:
Facce caso, La Natura
Nun è serva dell’umano
E de lui nun se ne cura.

Cosí quanno vie’ la fifa
Tutto passa, ve dicete
E poi forti più de prima
Sempre che nun ne morite.

Se seguissi più le norme
Dico mo’ ipotizzando
Forse pure sto contagio
Nun s’andasse ripetendo.

Che nun servono i lucchetti
A tenevve salvi a casa
Mo’ ve basta la paura
Pe’ tene’ la porta chiusa.

Tutti dentro mo’ co’ er panico
Nun se ride in compagnia
Gnente abbracci, gnente baci
Nun se va giù ‘n trattoria.

Ma s’è vero che s’impara
Speciarmente quanno è dura
Fate allora sta promessa:
Più riguardo pe’ a Natura.

Perché vedi com’è chiaro
Che nun siete li più svelti
Der pianeta l’animali
Né i piú belli, né i piú forti.

Quindi fate mo’ ‘no sforzo
Sto castigo di’ l’accetto!
Da st’esempio sì ‘mparate
Co’ umiltà e più rispetto.

E ar più presto ritrovate
Quello che de più ve piaccia
Più dei soldi, più che l’oro:
De pijasse tra le braccia.

E pe’ datte ‘na speranza
Se rischiaran l’aquitirini
A Natura te fa’ ‘n gesto:
Su a Venezia, co’ delfini.

20/03/2020 – Sandro Nocentini

This Festive Season

As Christmas comes closer, every year I resent having to explain that shopping frenzy and keeping up appearances do not interest me in the least.

If you are reading this, chances are you already know how strongly Biblical traditions influences my artwork… story after story I try to filter their essence and offer it again, my way. Christmas is certainly the best known of these stories, and as I wanted to tell it once again, I fast painted three small images together, next to each other, and enjoyed watching as the same story in each canvas grew slightly different …

Yes, instead of Claus, the Saint Patron of shopping centres, I choose to celebrate the birth of Baby Jesus… as well as the child we were, each of us, with dreams and possibilities we may have forgotten or pushed aside.

My wish, this special season, is for everyone to take a moment and remember the original story: the Child that came to bring us together with Joy, Love and Hope.

Let’s not fall prey to shopping frenzy, but focus on how to truly celebrate this Special Time with the ones we love.

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Mentre il Natale si avvicina, ogni anno risento del dover spiegare che la frenesia dello shopping e le apparenze Natalizie non mi interessano minimamente.

Se stai leggendo questo, è probabile che tu già sappia quanto fortemente le tradizioni bibliche influenzino le mie opere … storia dopo storia cerco di filtrare la loro essenza e offrirla di nuovo, a modo mio. Il Natale è certamente la più nota di queste storie e, siccome volevo raccontarla ancora una volta, ho dipinto assieme e velocemente tre piccole immagini, una accanto all’altra, e mi sono divertito a guardare come la stessa storia in ogni tela è alfine leggermente diversa …

Sì, invece di Babbo Natale, il Santo Patrono dei centri commerciali, scelgo di celebrare la nascita di Gesù Bambino … così come il bambino che eravamo, ognuno di noi, con sogni e possibilità che forse abbiamo dimenticato o messo da parte.

Il mio desiderio, questa stagione speciale, è per tutti di fermarsi un momento e ricordarsi della storia originale: il Bambino venuto per unirci con Gioia, Amore e Speranza.

Sconfiggiamo la frenesia dello shopping e concentriamoci invece su come celebrare sinceramente questo periodo speciale con quelli che amiamo.

Angels’ Wings

Man found some Angels’ wings and thought of wearing them, but never was made for flying, and only kept pretending he could take off, like a child in a fantasy game.

God asked the Angels not to help this time and when Man insisted of wearing those wings, it soon became obvious that the weight the Angels had held so far was humanly unbearable.

Man insisted in being strong enough and God patiently waited for him to keep trying and grow through the pains of failure and success.

Angel’s wings are heavy as they carry all the tears of fear and joy, all the births and deaths, and all the stories this world has ever seen. Those wings were indeed too heavy for Man to fly even though he tried and tried again.

Under the continuous strain Man found hard to even stand. God then allowed the Angels to help if ever a humble prayer would be heard from his heart. And happily they did.

Man got up on his feet again, but distracted by pride he thought he did it on his own. The angels then had to let go of the wings whose weight brought him on his knees again.

Now Man is still there, folded under the sorrow that God once allowed the Angels to carry for him.

angels-wings
Sandro Nocentini – Angels’ Wings, 2017

Ali d’Angeli

L’Uomo trovò delle ali d’angelo e pensò di indossarle, ma siccome non era fatto per volare, si mise a fingere il decollo, come un ragazzino in un gioco di fantasia.

Dio chiese agli Angeli di non aiutare questa volta e siccome l’Uomo insisteva nell’indossare quelle ali, divenne presto evidente che il peso gli Angeli avevano finora retto fosse umanamente insopportabile.

L’Uomo insistette di essere forte abbastanza e Dio attese pazientemente che questi continuasse a provare e crescere attraverso il dolore dei fallimenti e dei successi.

Le ali d’Angeli sono pesanti poiché reggono tutte le lacrime di paura e di gioia, tutte le nascite e le morti, e tutte le storie questo mondo abbia mai visto. Quelle ali erano infatti troppo pesanti perché l’Uomo riuscisse a volare, non importa quante volte ci provasse.

Indebolito dal continuo sforzo, l’Uomo trovò difficile anche lo stare in piedi. Dio allora permise agli Angeli di aiutarlo se mai un’umile preghiera fosse udita dal suo cuore. E così questi fecero.

L’Uomo si alzò di nuovo in piedi ma distratto dall’orgoglio pensò lo avesse fatto da sé. Gli Angeli quindi dovettero lasciar andare le ali il cui peso lo spinsero di nuovo in ginocchio.

Ora l’Uomo è ancora lì, piegato sotto il dolore che Dio una volta permetteva agli Angeli di portar per lui.

African Walk

African Walk 1

When I take photos of animals I also memorise a feeling that will help me later express a story in a picture. That’s why it’s important I am there and take the pics myself.

When I saw the photo that Nicola took in her South African trip,  I knew immediately that would become a painting.   Or two.

I actually made two, small yes, and quickly painted to stay effective. I watched them grow together, allowing them to become different…

African Walk 2

Even though I didn’t take it myself, the photo conveys a powerful story and the composition is very effective. It proved very alive to me.

So I ‘borrowed’ it.